Guardare verso l’alto – una riflessione di don Willy Volonté, assistente di PF

Pubblicato giorno 22 marzo 2020 - 2019-2020, All NeWs!, Formazione, In home page

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Cari giovani,

Vi alleghiamo la lettera di don Willy alle famiglie. Bella! Vale anche per voi giovani! A maggior ragione se pensiamo che fra giovani e famiglie ci deve essere comunione educativa negli intenti e nella trasmissione della fede (dinamica circolare), essendo che i giovani andranno a riversarsi nella realtà di famiglia e le famiglie traghettano i figli verso il cammino di Pastorale Giovanile, com’è giusto che sia!

Leggetela, meditatela. Non smettiamo di pregare sempre, assieme!

In Cristo vi saluto con affetto!

don Rolando

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Cari amici, mai come in questa circostanza così drammatica dell’epidemia del Coronavirus ho compreso il valore del tempo e l’importanza dei rapporti personali: “Speriamo che passi al più presto…che possiamo essere risparmiati…”, ci diciamo. Siamo costretti per difenderci a stare chiusi in casa e usiamo il telefonino per restare in contatto. Invece di organizzare uscite siamo come obbligati a riflettere a cose più profonde. Siamo maggiormente indotti ad un esame di coscienza più serio sul nostro modo d’essere e a dare risposte su cose cui non vorremmo pensare.

Comunque sia, questo è il tempo dei rapporti familiari. È in queste circostanze che si avverte quanto la famiglia conti, quanto i rapporti in famiglia siano importanti. Lo stringerci affettivo ci dà sicurezza e ci difende. Se decidiamo di fare o non fare qualcosa è perché ci importa degli altri. Non è cosa da poco accorgerci quanto abbiano valore i legami familiari. Insomma, tutto ci spinge a guardare oltre la nostra egoistica misura.

Una frase dell’Antico Testamento del profeta Osea mi accompagna e mi fa riflettere in questo tempo di difficoltà: “Chiamati a guardare in Alto (verso Dio) nessuno sa sollevare lo sguardo”. Certamente dobbiamo stare alle Regole impostaci dalla Sanità per evitare il contagio…ma come credenti non possiamo limitarci a pensare a questa circostanza del Virus come una disgrazia “innocente”, a “un caso della vita” a “un segno neutro” da trattarlo solo con regole sociosanitarieVorrà pur dire qualcosa di più questa situazione! O no? Non vorrà per caso dirci quello che l’Apostolo San Paolo insegna: “Cercate le cose di lassù, abbiate il gusto per le cose alte (cioè quelle del cuore)” (Colossesi, 3).

Allora vi offro qualche suggerimento per vivere bene questo frangente di difficoltà:

1.     Anzitutto coltivare la convinzione che “tutto coopera al bene per coloro che amano Dio”, come ci suggerisce san Paolo (Romani 8). C’è sempre una certezza di bene anche nei momenti difficili. Ma occorre amare Dio!

2.     Organizzatevi per momenti di preghiera: con i figli, ma anche tra voi coniugi. Alla sera prima di terminare la giornata, tutti assieme: spegnete la televisione per qualche minuto e pregate. Meglio se in ogni casa ci sia un “angolo dedicato alla preghiera”, come ci raccomandava il Vescovo Valerio: un’immagine di Gesù, il Crocifisso, la Madonna, magari una candela accesa. Fatela accendere ai bambini. Fate scorrere la giornata: le persone incontrate, amici ammalati… soprattutto sappiate dire “Grazie” a Dio. Si può recitare una parte del Rosario spiegando ai bambini i Misteri della gioia del dolore, della luce, della gloria (basta scaricare da internet)

3.     Preghiera fuori dalle mura domestiche. Andando in Ufficio, a fare la spesa e incontrate una chiesa sul vostro percorso: entrate qualche minuto, dite una preghiera, fate un attimo di adorazione al Santissimo Sacramento che è sull’altare, accendete un lumino segno del vostro permanere accanto al Signore e ai Santi.

4.     Esiste un tempo più abbondante per la lettura e la riflessione. Approfondite le tante parole che nei nostri incontri del sabato della Pastorale abbiamo ascoltato. Sul nostro sito della Pastorale Familiare Diocesana (www.pastoralefamiliare.ch) ci sono tutti i video-audio registrati (sotto il titolo registrazioni video). Riprendetele insieme, voi due, e poi dialogate su quello che avete sentito con il desiderio di capire se state vivendo quello che avete ascoltato. Forse potrebbe essere un momento di grande intimità spirituale.

Ecco qualche suggerimento per vivere bene questa circostanza e farla diventare da un problema un’occasione propizia.

Un caro e fraterno saluto a tutti voi, un abbraccio ai bambini e un augurio per i nonni. A risentirci!

Don Willy

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